Understatement

E’ nel vento

Pubblicato da under su 23 gennaio 2012

Non le folate riguardo
A nulla come occupare la via
Soggetta al volo nero di cappelli;
Ma una danzatrice apparsa

Di mussola turbinio
O furore in sparse schiume
Che solleva col ginocchio
Quella stessa a cui dobbiamo la vita

Per tutto quanto ha, tranne lui, stremato
Ebbra, spirituale, immobile
Con il tutú folgorare,
Senza poi curarsi d’altro

Se non che possa l’aria d’allegria
Della sua gonna a Whistler fare vento.

Stéphane Mallarmé

Biglietto a Whistler

 

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Ti guardo

Pubblicato da under su 15 gennaio 2012

Guardi te stessa. Ed anche chi ti guarda.
Uno spettro sul muro del giardino.
Uno è lo spettro e l’altra, sì, sei tu –
sempre che entrambi esistiate davvero.

Che strano esser qualcuno dietro un volto,
avere un nome e sapere che è il tuo,
trovarsi in questo angolo di verde.
Una chiocciola osservi: avanza e sosta.

Tu stai seduta, e ti domandi quieta
fino a quando. Ti muovi? No, rimani.
Ignoto è il tessitore dell’ordito.
Scivola via un minuto dopo l’altro.

Wendy Cope
Al Round Pound

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Elementare come non è la vita

Pubblicato da under su 8 gennaio 2012

E c’è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra, il blu che vedi è mare

Elementare

Pierluigi Cappello

(una firma per vitalizio al poeta)

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/03/news/appello_pierluigi_cappello-27523251/

 

 

 

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Il presente che vivrò

Pubblicato da under su 1 gennaio 2012

Ho nostalgia del presente che vivrò
(L’attesa si accorda con la memoria:
Entrambe falsificano quanto più possono
La sventurata realtà. Lo vedi.)

Quali eventi macchineranno di nuovo
La mia partecipazione? Quale variopinto
Straccio di passione
Imiterà di nuovo la porpora?
Mi stupisce
A che velocità si genera la noia. Se conoscessi
La matematica dei sentimenti correrei
Immobile come Achille (l’idea di Zenone)
Più lento della tartaruga della mia vita.
Non dobbiamo avere fretta.
Come osare sorpassi con il clacson
Quando davanti a te sono imbottigliati gli inferi.

Come posso prevedere qualsiasi cosa accada,

In questo presente così remoto.

 

Nostalgia del presente
Antonis Fostieris

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Davvero tutto.

Pubblicato da under su 26 dicembre 2011

Davvero tutto. Divori
sulla mano sottile e chiara che segue l’orizzonte
il nulla, il vuoto, la mala assenza.
E così davvero tutto viene con te
come i vecchi a sera s’accostano al camino
e fuoco più non c’è,
che siamo noi e loro brace calma
e vita.

Pedro Tamen
Davvero tutto. Divori

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Guardare le costellazioni

Pubblicato da under su 18 dicembre 2011

  

Puoi aspettare tanto, tanto tempo
prima che in cielo accada qualcosa
di più dello scorrere delle nuvole
e delle Luci del Nord, che corrono
come brividi pungenti.
Il sole e la luna s’incrociano,
ma non si toccano mai, ne’ fuoriescono
fiamme, ne’ si scontrano violentemente.
Sembra che i pianeti s’incontrino
nei loro tragitti, ma non accade nulla,
non viene fatto nessun male.
Possiamo tranquillamente continuare
la nostra vita, e guardare ovunque
tranne che alle stelle, alla luna e al sole
perché abbiamo bisogno di colpi
e di cambiamenti per non impazzire.
E’ vero che la siccità più lunga
finirà in pioggia,
che la pace più lunga in Cina
finirà in conflitto.
Ma verrà deluso chi resterà sveglio
nella speranza di veder rompere
la calma del cielo, di fronte a lui
nella sua vita.
Quella calma sembra proprio essere certa
fino all’ultima notte.

Guardando per caso le costellazioni

Robert Frost

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Nostalgie

Pubblicato da under su 11 dicembre 2011

Mi ha assalito un’acre nostalgia,
come la gente d’una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce
della lampada.

In questa casa, penso a come l’amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all’amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che piú non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo
e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest’autobus
notturno: molti
finestrini illuminati, molto viso di lei.

Yehuda Amichai

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Ti scrivo da vicino, come se la mano

Pubblicato da under su 4 dicembre 2011

Ti scrivo da vicino, come se la mano
ti fosse oggetto breve affiorato,
come se dalla strada ti arrivasse
la piccola certezza per l’acquisto
dei minuti seguenti. Da vicino
come il sole, come la cicala.
Come un silenzio pieno
che ti venisse agli occhi di mattina
e amarti fosse l’abito
scelto al cominciar del giorno.

Pedro Tamen

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Il tempo duole ma mi è amico

Pubblicato da under su 27 novembre 2011

Mi duole in petto la bellezza: mi dolgono le luci
nel pomeriggio arrugginito; mi duole
questo colore sulla nube – viola plumbeo
viola repellente; il mezzo anello della luna
che brilla appena – mi duole. Passò un battello.
Una barca; i remi; gli innamorati; il tempo.
I ragazzi di ieri sono invecchiati. Non tornerai indietro.
Serata grigia, luna sottile, – mi fa male il tempo.

Ghiannis Ritsos
Sera grigia

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Chi illumina

Pubblicato da under su 20 novembre 2011

Quando mi guardi
i miei occhi sono chiavi,
il muro ha segreti,
il mio timore parole, poesie.
Solo tu fai della mia memoria
una viaggiatrice affascinata,
un fuoco incessante.

Alejandra Pizarnik

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