Understatement

Archivio per Luglio 2006

Non c’è nessuna ragione.

Pubblicato da under su 31 Luglio 2006

Halfdome_312Non c’è nessuna ragione particolare per cui fra due giorni andrò lontano da tutto e tutti sulle dolomiti.

Che ragione potrà mai esserci dietro la presa di armi e bagagli, tutti stipati in uno zaino. E stare a tremila metri, per una settimana buona, senza scendere mai, e arrampicare con funi e ganci e arrivare da sentieri, ma sempre in posti dove campo non c’è e il cellulare non esiste o quasi. E non c’è pc, e non ci sono auto. E camminare per dieci ore al giorno, per arrivare da monte a monte, da punta a cima. Monti dai nomi tanto noti, ma il più delle volte mai visti davvero o visti solo appesi a funivie. Senza sentire l’odore forte delle pietre, l’odore della storia che le accompagna. E albe e tramonti, rosa, rossi, gialli. Fulmini e acqua, neve d’agosto. E vedere di notte luci sopra e luci sotto e intorno buio. Straniero e intruso, a mezza via fra stelle e neon delle case.

E dormire tutti insieme, a strati, a piani. Fra odori, rumori. Fra scricchiolii di legno e giunture.

Eppure qualcuno ci prova a dirmi: vuoi fuggire e stare solo, da casa, dalla tua vita normale, dai tuoi amori, dai tormenti di questi tempi, dalle persone care che spesso deludono. Dai retta a me, è certo!

Oppure fai così per sfidare in piccolo il tempo, la vita e la morte, e cerchi un terreno adatto per la prova. Lì dove c’è fatica e altezza, ecco due signore sfide, dove trovare miglior simulazione?!

Oppure vuoi trovar del mistico, lì “da tanta parte dove l’ultimo orizzonte il guardo esclude”, tu che mistico non sei e lì lo vai a cercare.

Oppure lo fai solo per fare movimento e conoscere altre persone che cercano come te qualcosa:  posto singolare e ostico per fare conoscenze, davvero.

No, non so.  Non c’è una ragione particolare.

Forse è solo vero che ce ne sono tante.

Ma non è mai un caso. Come sempre.

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Amare.

Pubblicato da under su 29 Luglio 2006

Già, amare. Amare sempre.

Sentì spesso dire di persone che non sapevano amare.

Eppure lui le vedeva. Respiravano, pensavano di certo. Vivevano in mezzo a tutti  come se nulla fosse. Sarà vero? E’ così facile parlare di chi non mostra nulla: l’amore è cosa che non si vede nemmeno. Non si tocca, non ha spazio. Ma lui la sentiva, e ciò basta, in questi casi, a dare tutta la forma e il senso del mondo.

Eppure gli suonò sempre così banale dire che lui amava troppo. E che sempre lo fece. Lui amava da sempre senza misura e senza calcolo,diceva.

Che vorrà mai dire? Ha dimensioni l’amore? Ma lui, è vero, amò troppo. E amò in modo irresistibile, sconveniente e debordante. Anche se non poteva.

So solo che sbagliò un giorno a chiedersi ciò che, per natura di chi ama, non dovrebbe mai chiedersi: servirà aver amato come ho amato io. Avrò riconosciuto il mio tributo dato in cura e amore?

Fu lei che chiuse il conto del suo amare.

Amare, già: come le parole che lei usò per dirgli che tutto, tutto il suo amore non sarebbe bastato.

Alfacastaldi_1

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Pubblicato da under su 25 Luglio 2006

Amare doppio.

    Pontneuf_2

Sorridi,mi diceva, perchè nessuno crede alle cose a cui han detto di non credere.

Io amo due volte. Amo doppio. Amo al quadrato.

E molti hanno avuto da ridire sul due, ma ti avviso: non è lì la pazzia.

Non è lì che occorre cercare, è sulla prima parola che occorre riflettere.

Amo, è questa la mia bella follia.

under

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Pubblicato da under su 25 Luglio 2006

Amare doppio.

    Pontneuf_2

Sorridi,mi diceva, perchè nessuno crede alle cose a cui han detto di non credere.

Io amo due volte. Amo doppio. Amo al quadrato.

E molti hanno avuto da ridire sul due, ma ti avviso: non è lì la pazzia.

Non è lì che occorre cercare, è sulla prima parola che occorre riflettere.

Amo, è questa la mia bella follia.

under

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Pubblicato da under su 25 Luglio 2006

Amare doppio.

    Pontneuf_2

Sorridi,mi diceva, perchè nessuno crede alle cose a cui han detto di non credere.

Io amo due volte. Amo doppio. Amo al quadrato.

E molti hanno avuto da ridire sul due, ma ti avviso: non è lì la pazzia.

Non è lì che occorre cercare, è sulla prima parola che occorre riflettere.

Amo, è questa la mia bella follia.

under

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Pubblicato da under su 21 Luglio 2006

Ma se i tutti cinesi comprassero l’auto che ne sarebbe di noi? 

Titola così la pagina venti, leggo, ma sollevo lo sguardo con movimenti  continui e lo porto fino alla vecchia casa all’angolo della via, quella che ogni volta ti nasconde fino all’ultimo.

Davvero il corso della mia vita dipende da milioni di persone così lontane da me?

Un po’ per distrarre il pensiero, me lo domando, serio. Ma lo faccio come sempre si fa con le domande dalla risposta facile e che non riconosci mai come possibile.

Perchè non mi ami?

Seduto nell’auto, parcheggiata nella solita piazza, sotto lo stesso albero di sempre, rimango in attesa. Sono sette giorni che non ti vedo. Devo parlarti, mi hai fatto al telefono. Troppa la fretta per attendersi cose felici.

E se il flusso degli africani aumentasse ancora, scrive convinto l’autore, dovremmo deciderci a cambiar vita e nulla più sarebbe come adesso.

Non mi rifiutare, sarà diverso d’ora in poi, ecco così le dirò. Prima che lei stessa parli e decida per tutti e due. Capirà, mi dico, ma so che non è così.

Il mondo cambia, ed è scritto in neretto corsivo, ultimo paragrafo che non faccio in tempo a leggere perchè ti vedo arrivare. Bella come sempre, con il tuo sguardo di ragazza a cui non pesano gli anni. Sei scura in volto. Mi fai un cenno. Ho già capito.

Piego l’angolo della pagina e chiudo il giornale: dovrò finire di leggerlo l’articolo prima o poi

Strav_1

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Pubblicato da under su 21 Luglio 2006

Ma se i tutti cinesi comprassero l’auto che ne sarebbe di noi? 

Titola così la pagina venti, leggo, ma sollevo lo sguardo con movimenti  continui e lo porto fino alla vecchia casa all’angolo della via, quella che ogni volta ti nasconde fino all’ultimo.

Davvero il corso della mia vita dipende da milioni di persone così lontane da me?

Un po’ per distrarre il pensiero, me lo domando, serio. Ma lo faccio come sempre si fa con le domande dalla risposta facile e che non riconosci mai come possibile.

Perchè non mi ami?

Seduto nell’auto, parcheggiata nella solita piazza, sotto lo stesso albero di sempre, rimango in attesa. Sono sette giorni che non ti vedo. Devo parlarti, mi hai fatto al telefono. Troppa la fretta per attendersi cose felici.

E se il flusso degli africani aumentasse ancora, scrive convinto l’autore, dovremmo deciderci a cambiar vita e nulla più sarebbe come adesso.

Non mi rifiutare, sarà diverso d’ora in poi, ecco così le dirò. Prima che lei stessa parli e decida per tutti e due. Capirà, mi dico, ma so che non è così.

Il mondo cambia, ed è scritto in neretto corsivo, ultimo paragrafo che non faccio in tempo a leggere perchè ti vedo arrivare. Bella come sempre, con il tuo sguardo di ragazza a cui non pesano gli anni. Sei scura in volto. Mi fai un cenno. Ho già capito.

Piego l’angolo della pagina e chiudo il giornale: dovrò finire di leggerlo l’articolo prima o poi

Strav_1

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Pubblicato da under su 21 Luglio 2006

Ma se i tutti cinesi comprassero l’auto che ne sarebbe di noi? 

Titola così la pagina venti, leggo, ma sollevo lo sguardo con movimenti  continui e lo porto fino alla vecchia casa all’angolo della via, quella che ogni volta ti nasconde fino all’ultimo.

Davvero il corso della mia vita dipende da milioni di persone così lontane da me?

Un po’ per distrarre il pensiero, me lo domando, serio. Ma lo faccio come sempre si fa con le domande dalla risposta facile e che non riconosci mai come possibile.

Perchè non mi ami?

Seduto nell’auto, parcheggiata nella solita piazza, sotto lo stesso albero di sempre, rimango in attesa. Sono sette giorni che non ti vedo. Devo parlarti, mi hai fatto al telefono. Troppa la fretta per attendersi cose felici.

E se il flusso degli africani aumentasse ancora, scrive convinto l’autore, dovremmo deciderci a cambiar vita e nulla più sarebbe come adesso.

Non mi rifiutare, sarà diverso d’ora in poi, ecco così le dirò. Prima che lei stessa parli e decida per tutti e due. Capirà, mi dico, ma so che non è così.

Il mondo cambia, ed è scritto in neretto corsivo, ultimo paragrafo che non faccio in tempo a leggere perchè ti vedo arrivare. Bella come sempre, con il tuo sguardo di ragazza a cui non pesano gli anni. Sei scura in volto. Mi fai un cenno. Ho già capito.

Piego l’angolo della pagina e chiudo il giornale: dovrò finire di leggerlo l’articolo prima o poi

Strav_1

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Pubblicato da under su 18 Luglio 2006

Si scrive per essere letti…

Di nuovo a scrivere su un blog. Non sono emozionato, ho solo voglia.

Voglia di tornare a scrivere di getto, sapendo che forse qualcuno leggerà. E che forse non troverà banale condividere con me pensieri e cose. Saro bravo? Non credo importi o interessi. Non è una gara. Sarò bravo solo se avrà senso quel che scrivo. E se provocherà fastidio o darà un’emozione o scatenerà un pensiero o un sorriso anche a chi mi leggerà.

Perchè, è vero, si scrive per noi stessi, ma si scrive per essere letti.

und

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Pubblicato da under su 18 Luglio 2006

Si scrive per essere letti…

Di nuovo a scrivere su un blog. Non sono emozionato, ho solo voglia.

Voglia di tornare a scrivere di getto, sapendo che forse qualcuno leggerà. E che forse non troverà banale condividere con me pensieri e cose. Saro bravo? Non credo importi o interessi. Non è una gara. Sarò bravo solo se avrà senso quel che scrivo. E se provocherà fastidio o darà un’emozione o scatenerà un pensiero o un sorriso anche a chi mi leggerà.

Perchè, è vero, si scrive per noi stessi, ma si scrive per essere letti.

und

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