Pubblicato da under su 15 Agosto 2006
O forse meno addirittura. Meno.
Sì, è quello che sto vivendo in questo agosto. Un mese solo per i miei pensieri, per conoscere. Un dodicesimo perfetto di vita altra e inattesa. Nel più ovvio dei mesi, anche se odio questa banalità. Ma ora vivo lontano da me stesso. E sono me stesso. E lo sono a casa, e lo sono stato in luoghi non agevoli e lo sarò a breve in posti più comodi. Ora ho anche la barba, e sono fisicamente un altro.
Rifletto su questa lontananza che mi sono imposto. E non sto riposando, non ne ho bisogno. Io voglio stancarmi e essere tutto. Non è fuga, perchè sono già pronto a tornare.
Non c’è rabbia. Non è gioco o sogno stupido.
Tornerò subito, questo è certo, e il mio decimo non perfetto di vita passerà presto: ma io sarò cambiato.
Mi riapproprio di me stesso: circa un decimo di vita per volta.
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Pubblicato da under su 12 Agosto 2006
Torno. Sono tornato.
Spesso si dice che la montagna renda piccoli. Che la banale vista di una cosa così grande e incontenibile, ci renda insignificanti. Troppo semplice. Perchè andarci allora? E prendere neve, gelo, vento: proprio nel mese del sole. Non credo sia questo che porto con me, stavolta, tornando.
Stavolta porto con me un’idea precisa: la montagna unisce, rende complici.
In montagna non si va mai soli, è un vezzo pericoloso. Se si va, si va con altre persone. Non importa quanto conosciute, quanto stimate, quanto amate. Si va in montagna e la si affronta insieme. Unisce la montagna.
Ecco allora la rivoluzione inattesa. La verità banale e sconvolgente. Nessuno alla fine vuole più lasciare l’altro, nessuno perdere la complicità raggiunta, perchè alla fine è a tutti chiaro che quanto la montagna unisce, tanto la città divide.
E rende soli in mezzo a tanti.
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