Scelgo il cinema, ad esempio, e quella esistenza sospesa che non mi fa pensare.
Scelgo la poesia e le cose che non riesco a dire
Prima di dormire scelgo di non spegnere la luce, e non è paura del buio.
Scelgo di non morire e invece di vivere, e non è mai la stessa cosa.
Scelgo Milano, i gatti e le ortensie.
Scelgo i gatti e le ortensie insieme, in quel cortile di Città studi, a Milano, tanti anni fa.
Scelgo di non stare mai fermo e corro per distanziare il tempo.
Tenendolo lontano perchè non possa raggiungermi.
Perchè sia possibile fare tutto quello che scelgo: che scelgo di fare.
Scelgo i racconti.
Scelgo Hemingway,
E Levi, Faulkner, Fenoglio, Steinbeck, Pasolini, Pavese, Calvino
Scelgo di scrivere cose inutili.
Ma non la sciocchezza di non scriverle.
Scelgo di combattere, se serve. Serve sempre.
Spesso scelgo di essere bastardo e sincero. Egoista e attento.
Amo la contraddizione e il poter cambiare idea.
Scelgo il rosso e non guardo che tempo fa.
L’abitudine e la banalità non le scelgo mai.
Scelgo, quando posso, di stare solo. Ma la solitudine non mi piace.
E si può essere soli quando meno te lo aspetti.
Ascolto il dolore e i bisogni degli altri, questa è una grande scelta.
L’altro: è sempre una scelta.
Scelgo di non far soffrire chi mi ama, soffrendone un po’.
Scelgo anche di amare molto, con la paura certa di distruggermi ogni volta.
Stare bene, ecco cosa vorrei, non sempre ci riesco.
Scelgo di non cercarti più e di fermare il tempo a quell’istante sotto casa tua.
Scelgo di essere.
Scelgo di essere scegliendo.




