Pubblicato da under su 29 Gennaio 2007
E’ insito nell’amore. E chi ama lo sa. Chi ama sa che deve prepararsi a perdere qualcosa. Qualcosa di se. E’ così poco vera la versione che l’amore può dare tutto senza chiedere nulla in cambio.
Sì, l’amore che inseguiamo ci darà molto di quel che vogliamo, il prezzo da pagare è però perdere qualcosa che già abbiamo.
Eppure faremmo qualsiasi cosa, tutta la nostra esistenza è rivolta ad averne il più possibile, e siamo pronti ad amare per tutta la vita e soffriamo se non possiamo farlo.
Ma per farlo perdiamo sempre qualcosa.
Avrei voluto spiegarle meglio e dirle ancora che inevitabilmente avrebbe perso qualcosa di se; che io ero stato pronto a farlo una, due, mille volte. Se non sei disposto a perdere niente per amare ed essere amato, infrangi una regola non scritta e puoi spezzare l’esile filo che lega due persone. Questo avrei voluto spiegarle, prima che ancora una volta si mostrasse ostinata a non volere perdere nulla, senza accorgersi che in quel momento stava perdendo me.
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Pubblicato da under su 17 Gennaio 2007
Sì, sì, era amore.
Per quanto si sforzassero a girargli intorno, era proprio amore, non c’era nulla da fare.
Si scrivevano lunghe lettere ogni giorno, corti messaggi ogni ora. Ma si vedevano poco. Non era certo una condizione ideale, ma l’amore è strano per definizione, che volete che sia?
Comunque era amore, ne sono certo. Lei scriveva bene, ma era talmente tanta la paura di accettare l’idea, che quella parola lì, no , non la scriveva mai. Lui invece non mancava mai di descriverle quello che provava. Lui si emozionava e si sentiva a posto solo quando poteva scriverle. Lei… Lei però ne aveva proprio un gran bisogno, altro che storie. Lo si capiva dalla cura con cui rispondeva, dalla richiesta di aiuto che trapelava dalle parole, dalla voglia di mantenere il filo. Certo lui fremeva: che passione è mai questa? Si chiedeva. Ma bastava vederla o solo sfiorarla, e non capiva più niente. Soffriva, e di certo lo si può capire. D’altronde cosa poteva diventare una storia del genere se non un surrogato d’amore. Non erano soli, e questo era un guaio. Lei aspettava sempre che tornasse l’uomo che l’aveva sposata, salvo poi andare a lavorare lontano. Lui invece era già felicemente a posto, ma era una felicità che in qualche modo si doveva sempre spiegare.
Però si amavano. A loro modo.
Mi hanno detto di certe balene che nello stretto di Bering salgono in coppia a respirare in superficie e lì si amano da balene. Una volta immerse di nuovo scompaiono in profondità per un tempo lungo, lunghissimo.
Ecco, quei due mi ricordano quelle balene.
Ora sono qui in superficie a vedere se compariranno anche loro.
Li sto aspettando. Dovranno respirare prima o poi.
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Pubblicato da under su 8 Gennaio 2007
Forse sarà un vezzo, ma di propositi non ne farò proprio. C’è un che di sciocca ingenuità e di fiducia scettica in me. Io cose ne avrò come ne ho sempre avute, cose tolte e da togliere. Vedere e rivedere. Temere e sperare.
Mi farà compagnia la malinconia che precede ogni scelta che si sa di non poter governare.
E l’allegria stupita di voler ancora, all’infinito, conoscere persone e cose, sapendo che è questo un senso buono da cercare.
Penserò ancora di essere padrone della mia vita e non lo sarò. Correrò in avanti, perchè è una direzione buona.
Amerò come al solito e questa sarà una piccola certezza. Cercherò di bastarmi e so che non sarà.
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