Pubblicato da under su 26 Febbraio 2007
Non ho mai amato chi ha troppe certezze.
Quella che sembra a tutti una dote, a me ha sempre spaventato. La certezza è una fede cieca e immutabile. Il buon senso comune, il terribile buon senso comune, vuole che chi ha certezze, chi ha questa capacità, sia persona affidabile e sicura.
Bene, io ho terrore di queste persone.
Non fanno mai i conti con se stessi e con gli altri: l’operazione con più incertezze e rischi in cui potrebbero cimentarsi. E infatti evitano di farlo.
No, non è stata per niente una settimana buona.
Mi sono scontrato frontalmente con le certezze di persone non disposte a credermi sul fatto che purtroppo occorre spesso scendere a patti e interrogarsi su quello che si desidera avere e che si può avere.
E’ giusto avere idee chiare, meno prevedibile è la via per realizzarle.
In una strana coincidenza emotiva e temporale mi sono trovato davanti a certezze sentimentali e politiche che mi hanno turbato.
Le ho trovate false e ingenue.
Possiamo nascondercelo, ci sentiamo più puri, ma la vita non è pulita e occorre sporcarsi spesso per raggiungere ciò che si vuole.
E’ l’unica certezza che ho.
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Pubblicato da under su 12 Febbraio 2007
Spesso mi chiedo che senso abbia collezionare in un blog tutti questi miei pensieri nascosti. Tanto nascosti che li affido a tutti quelli che mi leggeranno.
Tanto lontani da quello che sono nella vita, tanto vicini alla mia essenza più vera.
Cos’è un blog se non un modo di comunicare cosa non siamo?
Cosa non siamo riusciti ancora ad essere del tutto.
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Pubblicato da under su 8 Febbraio 2007
Sarebbe meglio lasciar perdere.
Non vorrei davvero scoprire un giorno che ognuno di noi ha un limite possibile massimo di felicità, e scoprire lì in quel momento che è stata già raggiunta la massima capacità del mio contenitore. E scoprire che una volta avuta la tua quota non puoi averne di più. E anzi dovresti, e lo fai, lottare per mantenere il livello raggiunto e tappare le falle. Chiudere ogni buco per impedire che tutto quello che hai fatto e vissuto non vada perso, ormai però hai raggiunto il pieno: che vuoi avere di più? Già, hai fatto tanto! Ora puoi smettere di dannarti.
Sarebbe meglio lasciar perdere, ma di nascosto io spesso apro il rubinetto sul fondo del contenitore e lascio scorrere un po’.
Il senso è cercare di riempire il contenitore, non di tenerlo pieno.
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