Understatement

Archivio per Marzo 2007

Inguaribile

Pubblicato da under su 22 Marzo 2007

MotionrunnersAncora una volta.

Ancora una volta decido di azzerare le attese, le aspettative. Decido di non averne più.

Odio aspettarmi sempre di più e meglio, per ogni cosa che faccio, in un divenire tempestoso, arruffato, vorticoso. Ma so che si vive meglio senza attese. Non si soffre se non cerchi più cose, amore, idee che si incastrano con quello che sei.

Definitivamente e assolutamente decido di godermi come sono. E accontentarmi.

Ora vado a dormire, domani…

Domani: ho giusto qualche nuova speranza di cambiamento da coltivare.

Io inguaribile, vivo.

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Leggerezza

Pubblicato da under su 15 Marzo 2007

6Un tocco leggero. Vorrei fosse questo a caratterizzarmi sempre. E con leggerezza affrontare cose e pormi agli altri. Non sempre riesco. Vorrei avere una leggerezza grave. Essere sempre intenso e lieve. Ma è difficile.

La vita è un dannato paradosso, e il niente che regna attorno ha per me un peso insopportabile. Amare con leggerezza è davvero un desiderio, chi ama invece spesso vuol solo sentire il peso addosso: schiacciato e rassicurato da un amore che si vuole assoluto e che invece è solo chiuso. Pensando di volare alto, senza mai librarsi.

Il pensiero è senza peso ma lascia traccia nel suo manifestarsi. E leggerezza non è sfiorare la crosta: leggerezza è la via per capire la profondità delle cose, dell’animo di chi ti interessa.

Lascerò spero un segno nei ricordi di chi ho amato, marchiato con il fuoco della leggerezza.

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“..una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città.” Italo Calvino – Lezioni americane -

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Non so perchè amo Milano

Pubblicato da under su 7 Marzo 2007

Dsc_0028_bn_modificato2_1No, non so perchè amo Milano.

E’ un amore folle e insano. Nostalgico e disincantato. Amare è sempre una contraddizione, e amare Milano la fredda forse è solo un vezzo. Un desiderio di sorprendere chi non lo crede possibile.

Milano è una città da amare andando contromano in bicicletta, sovvertendo le regole e ribaltandole.

Parlando con i clochard dei Giardini di Porta Venezia o i marocchini  dell’Isola. Oppure mandando un sorriso alla vecchietta del piano terra a Corvetto. Sdraiandosi sull’erba del parco Sempione. Uscendo dall’ufficio cercando una piazza in cui parlare. Cercando una latteria con la panna montata. Guardando in alto a scoprire i palazzi. Camminando nelle vie del centro la domenica con i negozi chiusi. Scoprendo le fabbriche che stanno chiudendo. Guardando negli occhi le persone che incroci. Spiando nei cortili in Città studi, o nei seminterrati dove trovi ancora i falegnami o i cinesi con gli stracci. Sedendo il legno duro nei tram. Scoprendo le insegne di negozi sopravvissuti al tempo. Leggendo le lapidi di marmo e ricordando chi è morto nel 1848, nel 1945, nel 1969, nel 1979. La storia di Milano è fatta di morti che hanno lottato, di morti innocenti e di eroi sconosciuti e fucilati all’alba.

Amo Milano come una madre ama il figlio più sfortunato. Come un amante che non vede i difetti dell’amata.

Si ama cercando l’anima.

L’anima di Milano è nascosta e occorre cercarla dove tutti non guardano più.

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