Pubblicato da under su 25 Maggio 2008

Fermiamoci al bordo e sentiamolo pure violento, inopportuno, esagerato, lontano. Togliamo la patina del comune sentire, vinciamo l’impatto, e comprendiamo quanto invece sia urgente, universale, imprevedibile.
E’ un film sul male che si concentra bestiale in luoghi irreali ma veri e lì non si ferma.
Consideriamolo un fenomeno napoletano e non accorgiamoci di quanto ormai tutto sia corroso, corrotto, reso pulito solo alla vista. Male che lì nasce e si diffonde in ogni interstizio della nostra esistenza.
Io non so più che sia la camorra.
E’ la quotidianità del male, che usa e inquina anche il nostro vivere perbene. Un male che non vogliamo vedere. Che non ammettiamo di portarne il peso, noi che ci sentiamo immuni e lontani.
Il film “Gomorra” lo fa vedere.
Uscendo dalla sala io lo sentivo.
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Pubblicato da under su 18 Maggio 2008

“Poesia è anarchia dei sensi che si fa senso” L. Ferlinghetti
Ho bisogno di poesia. Ne ho bisogno sempre.
Non è un reclamare ovvio il mio. Non è dolcezza o sogno che voglio, né consolazione o struggimento.
Voglio capire. Capire se è così banale e segnato il mio incedere.
Amo lo stupore che certi versi mi lasciano mentre scopro sentimenti diversi delle cose. Vedere che l’essenziale può diventare arido, e il concreto può diventare effimero.
Io non chiedo altro dalla poesia che non sia questo, uno spunto vivo capace di ridare un senso al tutto.
Per Flo
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Pubblicato da under su 11 Maggio 2008

Deve esserci qualcosa di anormale in chi vive solo di nostalgia. Cosa alimenta questa voglia di tornare al ricordo, al già vissuto, a quello che di certo non potrà tornare? Sono stanco di percepire che tutti vivono la nostalgia come il ricordo di un’opportunità ormai spesa, come una possibilità perduta perchè già vissuta. Possibile che sia così difficile vedere la nostalgia come solo frutto del decadimento.
Ecco perchè adoro chi guarda in faccia al sentimento del tempo passato e pensa solo che sarà bello vivere sempre, accatastando tutto quello che si può vivere, fino a riempire fino all’orlo il nostro personalissimo contenitore. Lasciando che la nostalgia diventi ricordo e esperienza, che non diventi solo rimpianto.
Oggi ho perso un pezzo della mia infanzia milanese. Un altro pezzo della Fiera campionaria, “il Palazzo della meccanica” è stato fatto esplodere. In quella nube di polvere c’è quel che rimane del mio entusiasmo di bambino davanti ai prodigi del lavoro, della scoperta umana, della ricerca, di mio padre che spiegava mentre mi portava nei padiglioni.
Non avrò nostalgia della Fiera Campionaria, farà sempre parte di me.
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Pubblicato da under su 5 Maggio 2008

Quasi anonima sorridi
e il sole indora i tuoi capelli.
Perché per essere felici
È necessario non saperlo?
F.Pessoa
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