Understatement

Archivio per Giugno 2008

Indimenticabile

Pubblicato da under su 29 Giugno 2008

Chi sarà l’ultimo

A morire per uno sbaglio?

Amore, andranno i re e i tiranni incontro allo stesso destino,

impiccati ai cancelli della tua città?

Chi sarà l’ultimo a morire per uno sbaglio?

 

Last to die – Bruce Springsteen

 

Milano – 25 Giu 2008 – Un concerto indimenticabile

 

 

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Non mi chiedo perchè.

Pubblicato da under su 22 Giugno 2008

Non mi chiedo mai perchè. Non mi domando cosa mi rimanga. Non vedo nemmeno l’assoluto eterno che si manifesta nella natura.

So che quando sono in montagna il mondo diventa più piccolo, e sono di nuovo pronto a affrontarlo.

 

 

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Quante possibili vie ha il cuore

Pubblicato da under su 15 Giugno 2008

 

 

Non funziona così, e non c’è altra possibilità. Nel momento stesso in cui cerchi di dare scopi precisi a quello che desideri commetti un errore. Non puoi dominare una cosa che non ha forma.

Quante possibili vie ha il cuore, e quanto spazio può contenere? Non c’è ragione o tempo, dimensione o numero, direzione o verso perchè non è di questo che si dovrebbe parlare.

Chi mi parla d’amore e mi dice saccente di saperne guidarne il corso, di saper dove vuole arrivare, in realtà è fermo. E forse è già perduto, alle mie spalle, mentre io affronto ogni deriva imprevedibile che il cuore mi porterà a incontrare.

 

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Ironica amarezza

Pubblicato da under su 8 Giugno 2008

Bruno: Qui s’è fatto tardi. Forza Roberto. Che ti sei incantato? Andiamo.
Roberto: Ci volevi passare la vita in campagna!
Bruno: E vabbè ma so’ tre ore che stiamo qui!

 

 

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Non cercare di capirmi

Pubblicato da under su 2 Giugno 2008

Mi dice spesso di non capirmi del tutto. Ma forse non voglio essere compreso.

Si crede che non sia amore vero se non c’è possesso violento, totale. Si crede che non sia amicizia vera se non c’è condivisione assoluta. Il solo pensarlo ci fa sentire nel giusto. Ma è un piccolo moto meschino del cuore, rassicurante per sé, insensibile per l’altro.

Lascia invece, come io lascio, che sotto la superficie, e anche più sotto, resti qualcosa che è giusto non cercare di comprendere.

 

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