Understatement

Archivio per Ottobre 2008

Il cavallo e la torre.

Pubblicato da under su 26 Ottobre 2008

“…E’ quello dei due modelli dell’agire, nella politica come in generale nella vita: il modello della Torre, che procede in linea retta, come confronto e scontro su un terreno imposto a cui non si può sfuggire, e quello del Cavallo, che salta lateralmente, come ricerca di terreni e livelli diversi. La mossa del cavallo è molto pù facile sulla scacchiera che nell’azione pratica. Ma si può tentare.”

Vittorio Foa (1910-2008)
Perdo forse il mio ultimo riferimento etico; mi rimarranno i suoi pensieri, i suoi libri e la sua concretezza pesante, possibile e urgente, del volere le idee sempre congiunte al fare.

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Stare con Saviano

Pubblicato da under su 19 Ottobre 2008

Il pericolo non nasce da chi pesca, trova, una nuova notizia, il pericolo nasce da chi la riesce a far passare, da chi rompe la crosta degli addetti ai lavori, da chi in qualche modo riesce a far veicolare dei messaggi, dei racconti.

Roberto Saviano

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Ambiguità.

Pubblicato da under su 12 Ottobre 2008

Il tradimento-fedele è un paradosso virtuoso: fertile, necessario per il divenire delle cose. E’ un dato obbligatorio perchè è dell’ambiguità degli uomini che si alimenta la storia. Non possiamo non dirci ambigui, perchè siamo uomini. E nemmeno io quindi posso sottrarmi a questa regola.

 

Siamo tormentati da sentimenti contrastanti dove il proprio bene è inevitabilmente prioritario. Se neghiamo, se copriamo, è solo per la necessità di convivere con gli altri o per ingannare noi stessi.

 

Non c’è soluzione o negazione possibile, se non intuire che in ogni cosa umana è l’ambiguità l’unica chiave di lettura possibile e convincente. Dai Santi ai malvagi, dai saggi ai perversi, dal semplice al furbo, in ognuno di noi affiorerà sempre la necessità ambigua, perchè dettata da un istinto a sopravvivere e vivere che nessuna mediazione culturale riuscirà mai a sopprimere.

E’ questo che cerco nei libri o nel mio ingenuo scrivere. Cerco l’evidenza di questa inconfessabile coppia bene-male che è sempre presente. E dei meccanismi usati per nasconderla a noi stessi, fino alla fine. Fino a quando  con sorpresa ci appare il bivio della scelta. Quando con sorpresa scopriremo che ogni scelta fatta comporterà una ricaduta a qualcuno che ci è vicino. E’ un bilancio che non prevede attivi: se faremo del bene a qualcuno, qualcun’altro soffrirà. E se daremo noi stessi per qualcosa, la staremo negando a altro. In un silenzio rumoroso in cui agiremo ipocriti e coscienti, virtuosi o egoisti, altruisti o pavidi, innamorati folli o non innamorati.

Ecco di questo vorrei saper scrivere: della gioia un po’ ingannevole e del dolore a cui l’ambiguità sempre ci sottopone.

 

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Io sono quel che vedo nell’altro

Pubblicato da under su 5 Ottobre 2008

Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l’orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.

L’altro- Kahlil Gibran

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