Understatement

Archivio per Febbraio 2009

Conflitti

Pubblicato da under su 23 Febbraio 2009

 par92554

C’è una sbagliata tendenza nell’evitare i conflitti verbali, le discussioni, i confronti. Credo sia una deriva inevitabile dovuta alla mancanza generale di pensieri forti, di idee potenti. E’ una tendenza così chiara in quel che accade intorno, vita politica compresa, vita politica di sinistra specificatamente: se diventa un vezzo generale è solo conseguenza di quel che accade.  Siamo pronti a bastonare con le ronde o a dichiarare guerre, ma in fondo sono deleghe vigliacche: date a altri per conflitti che appaiono  lontani. L’indifferenza ipocrita è molto meglio.

L’alterita’ ci spaventa e la evitiamo, la bandiamo, ma non la affrontiamo, non ci confrontiamo. Conosco il fascino furbo del rimandare. Posporre può essere vantaggioso, ma il caso non ha mai risolto del tutto le cose . Le idee crescono solo attraverso il conflitto esplicito.

La saggezza può essere raggiunta litigando.

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Non posso domandare di più

Pubblicato da under su 15 Febbraio 2009

par8819

Finché avrai da darmi questo verde,
questo monte, questa luce e questa
svolta non ti domando altro, e so chi sei.
Finché mi chiudi nell’angolo di meraviglia
non ho il tempo né la voglia
d’esser triste o non saper cosa fare
di me. Qualcuno pensa, fa di me
quello che vuole, e non si sbaglia.

Cedevole al tatto
Paola Loreto

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Scrivo il tuo nome

Pubblicato da under su 8 Febbraio 2009

nyc20490

Sul lume che s’accende
sul lume che si spegne
sulle mie ragioni riunite
scrivo il tuo nome

da “Libertà” di Paul Eluard

 

http://www.libertaegiustizia.it/

 

 

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Ci diranno che tutto va bene

Pubblicato da under su 1 Febbraio 2009

 

flo-1

grazie è bellissima

 

Pensiamo di avere un’opinione su tutto. Ma la percezione del mondo che abbiamo è drogata. E’ filtrata dalle immagini e dai messaggi che riceviamo. Se proponi di vedere la realtà dalla parte opposta, sei marchiato. Non so se la crisi ci butterà a terra, temo invece che la sofferenza che provocherà porterà a vedere la realtà da tutti i punti di vista che non siamo più abituati a frequentare. Saremo costretti a vedere di nuovo in faccia gli altri. Ma ci diranno che tutto va bene, quando invece già da tempo molte persone soffrono. Ciò che non appare, lo sappiamo, sembra non esistere. E ciò che ci viene detto ha più valore di quello che potremmo toccare.

Sarà necessario indignarsi. Dovremo finalmente non credere del tutto a ciò che sentiamo, perchè a breve, temo, dovremo scendere in strada di nuovo a fiutare la polvere, a toccare il fango, cercando di vedere le cose dal lato non visto. Quello che non siamo abituati a considerare e che ci hanno nascosto, con inganno festoso e colorato,  e che noi abbiamo assecondato con comodo e pigrizia.  

Sarà una nuova libertà dolorosa, ma potremo prenderla. E ripartire.

 

Gunther Anders citato da Umberto Galimberti “lettere”

 

Il re non vedeva con buon occhio che suo figlio, abbandonando le strade controllate, si aggirasse per le campagne per formarsi un giudizio sul mondo; perciò gli regalò carrozza e cavalli: “ Ora non hai più bisogno di andare a piedi “  furono le sue parole. ‘Ora non ti è più consentito di farlo’ era il significato. ‘Ora non puoi più farlo’ fu il loro effetto.

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