Understatement

Archivio per Marzo 2009

L’andanza

Pubblicato da under su 30 Marzo 2009

par137697

“Sophie, tu stai già pensando al prossimo amore. Lo so. Fermati e rifletti su quello che stai vivendo adesso.”

E mentre le parlava, gli venivano in mente tutte le altre volte in cui lei gli aveva detto,  entusiasta, che, sì, stavolta aveva trovato l’amore della sua vita, un uomo vero, virile, bello. Doti però che, nel breve volgere di poche settimane, avrebbe rinnegato. La conosceva. E lo faceva magari ricordandosi a un tratto che l’uomo non poteva essere solo istinto, che la donna ha bisogno di affidabilità, concretezza. Mentre solo due mesi prima le qualità che l’uomo deve possedere erano la fantasia, la creatività, la spensieratezza.

E ogni volta lui si interrogava di nascosto sul perchè lei non si accorgesse  che quelle doti lui le aveva di certo. Era convinto. Credeva in un vezzo tutto maschile di poter essere tutto e il contrario di tutto. Quasi potesse davvero, in un narcisismo onnipotente, riassumere di volta in volta ogni suo desiderio del momento. Rimanendo invece turbato e irritato di come lei non vedesse nulla.

Lesse una volta che il sentimento dell’ ”andanza” è quella tendenza a pensare come migliore solo l’amore futuro e non quello che si vive realmente. Confidando quindi che il più vero e ideale e sognante degli amori è sempre da lì a venire, sempre inesorabilmente successivo al legame che si vive al presente. Che sciocchezza, piccole deviazioni in cui l’animo umano a volte cade, pensò, e vide che era questo il difetto di Sophie. Pensò anche che avrebbe potuto spiegarle in poche parole che lei aveva paura di legarsi a un destino concreto ma che aveva anche paura del futuro, pure bramandolo.

E forse le avrebbe ripetuto quel che diceva Pasternak, e che cioè e’ di certo meglio vivere che prepararsi a farlo. Avrebbe potuto convincerla.

Avrebbe potuto. Ma alla fine, colpevolmente, non lo fece mai.

 

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Io non so chi sei ma ti conosco da sempre.

Pubblicato da under su 22 Marzo 2009

par131728

 

Non ho mai saputo il tuo nome. Entrasti un pomeriggio,


per sbaglio, a domandare se io ero un’altra persona –
un sole che improvvisamente aggiungeva calce ai muri,
un incendio capace di divorare il cuore del mondo.
Non ti mentii; mi alzai e ti condussi alla porta giusta
come un veliero trascina i sogni in mare; ma,
prima di lasciarti, ti dissi ancora che in quel pomeriggio
mi sarebbe piaciuto molto chiamarmi un’altra cosa – o
essere un gatto, per poter avere più di una vita.

Maria do Rosário Pedreira
Poesia n. 236

 

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Il lato che non si vede.

Pubblicato da under su 15 Marzo 2009

  nyc16570

C’è un versante sconosciuto e nascosto in ogni cosa. E’ una dote rara saperlo vedere. Percepire che dietro i nostri comportamenti c’è un piccolo lato che vogliamo negare, e che può rivelare impietoso ogni nostra debolezza, ogni inadeguatezza, è un atteggiamento che può rendere diversi. E’ così naturale, anche per me, finire per vivere le cose nel modo più conveniente: se non dimentico che esiste sempre questo altro lato da cui vedere, riesco a tornare alla realtà. 

 

 

 

 

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“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”

Pubblicato da under su 9 Marzo 2009

lon11037

 Titolo da Ivan Poeta

 

Non ho mai smesso di crederlo, anche se non sempre è facile chiudere gli occhi, attenuare i sensi e non sentire il morso della ragione.

E anche se è lecito non attendersi qualcosa di particolare, io semino e aspetto sempre che fiorisca il cielo.  

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Il senso del mio giardino

Pubblicato da under su 1 Marzo 2009

lon67891
Ho un acero, fuori casa, e tutto è lontano qualche volta
tutto passa nelle cose senza contorno
ho un acero misterioso come una città sommersa
e guardare diventa le sue foglie, l’ombra premuta
metà sulla strada metà nel giardino
la luce di ciascun giorno
dove le voci si appuntano e si disperdono.
Siamo l’acqua versata sulle pietre dei morti
sul filo teso tra la preghiera e il canto
siamo la neve dentro le cose
l’occhio cui tutto allucina, tutto separa
e vivere è un minuscolo posto nel mondo
dove stare in giardino.

Mattino  – Pierluigi Cappello

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