Pubblicato da under su 27 Settembre 2009

“Sovversivo” mio malgrado. Rinnego la mia storia personale e rovescio il tavolo. Nell’inerzia totale della parte politica in cui credo di appartenere, mi trovo a dar fiducia all’outsider, al personaggio più lontano dalla politica intesa come reale e concreta. Ma cos’è la concretezza presunta davanti alla statica e recidiva inerzia, all’inconcludenza irritante, alle parole vaghe e vane? Ho la nausea e avrei voglia di aria e speranze nuova. Mi sento orfano di idee e visioni di vita. Vivo in un paese irrecuperabile, dove la coscienza pubblica è segnata. E anche se ormai la fiducia è assai ridotta, e anche se lo scetticismo mi corrode l’animo, voterò il chirurgo che sa spiegarmi cosa vuol dire essere laico.
Starò sempre dalla parte di chi non vuole decidere per me sulle questioni della vita. Dicono che sia un approccio limitato e non politico. Dicono che non sia politicamente appropriato. Ma il libero arbitrio è l’istanza più alta che la politica possa immaginare. Essere laico, vuol dire avere un metodo con cui vedere la vita e le cose. Avere un metodo vuol dire avere un’identità. L’identità che manca.
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Pubblicato da under su 21 Settembre 2009

Queste tue mani a difesa di te:
mi fanno sera sul viso.
Quando lente le schiudi, là davanti
la città è quell’arco di fuoco.
Sul sonno futuro
saranno persiane rigate di sole
e avrò perso per sempre
quel sapore di terra e di vento
quando le riprenderai.
Vittorio Sereni
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Pubblicato da under su 13 Settembre 2009

Willy Ronis ‘ Place Vendome’
C’è una foto a cui sono affezionato. E’ una foto semplice, ma così ricca di richiami, di ricordi, di sensazioni. Dove andrà quella donna? Fugge o accorre? L’ho immaginata in fuga, da un amore che impossibile o inopportuno. Una donna innamorata e vibrante, eppure obbligata a correre. Ne ho immaginato il coraggio e non il possibile peccato. Nella Parigi degli anni sessanta, in una piazza che ho sempre amato, sotto la pioggia e nel tumulto del suo cuore. Oggi scopro per caso che il suo fotografo si è spento, un grande fotografo “umanista”, l’unico a sapere da cosa scappasse o cosa inseguisse quella donna. Non sarà più forse possibile svelare il mistero. Non è nemmeno così importante. Rimarrà la poesia di un’immagine rarefatta e l’emozione sfuggente che susciterà per sempre in chi la osserverà.
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Pubblicato da under su 8 Settembre 2009

C’è sempre un luogo per te. Forse tu non lo conosci, ma devi sapere che esiste. Quando tutto concorre per farti sentire fuori posto, quando senti di essere lontano da dove potresti sentirti vivo, il solo sapere che esiste un luogo, può dare senso a tutto il tuo viaggiare.
Potrai soffrire, e soffrirai , come chi cerca il senso di quello che fa.
Ti sentirai pronto per ogni città che abiterai, ma senza amarne fino in fondo le strade, le facce, le cose.
Ti sentirai adatto un giorno, felice un altro, annoiato e triste un altro ancora, disperato il successivo, pronto ogni volta a ricominciare il giro.
Ognuno di noi è sempre alla ricerca di un luogo giusto. Se non è fuga, tutto questo eterno viaggiare, questa dubbiosa e continua ricerca, sono solo le tracce di un tragitto che dobbiamo compiere verso una vita che merita comunque di essere raggiunta.
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