Il presente che vivrò
Pubblicato da under su 1 gennaio 2012
Ho nostalgia del presente che vivrò
(L’attesa si accorda con la memoria:
Entrambe falsificano quanto più possono
La sventurata realtà. Lo vedi.)
Quali eventi macchineranno di nuovo
La mia partecipazione? Quale variopinto
Straccio di passione
Imiterà di nuovo la porpora?
Mi stupisce
A che velocità si genera la noia. Se conoscessi
La matematica dei sentimenti correrei
Immobile come Achille (l’idea di Zenone)
Più lento della tartaruga della mia vita.
Non dobbiamo avere fretta.
Come osare sorpassi con il clacson
Quando davanti a te sono imbottigliati gli inferi.
Come posso prevedere qualsiasi cosa accada,
In questo presente così remoto.

flo detto
L’orizzonte è la linea della lontananza. È la lontananza che si rappresenta, si fa presenza, restando lontananza. È la lontananza che si mostra nella forma del confine. Linea dove il visibile tocca l’invisibile. Il visibile appare come raggiungibile, l’invisibile è l’irraggiungibile: con l’uno e con l’altro ha un legame l’altrove.
L’orizzonte è la presenza dell’altrove, la mess’in scena della sua possibilità, e allo staesso tempo della sua esclusione.
(Antonio Prete)
cristina detto
“nostalgia del presente che vivrò”: mi pare sia una perfetta sintesi di come ci costringe a vivere il ritmo frenetico al quale è sempre più difficile sottrarsi.
Zelda detto
che bello.mi piace qui.ciao,under